XZ Spectrum

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Produzione: 1982

OS: Kernal/Basic 7.0
Clock 3.5Mhz
16/48Kb ram
15 colori (8 + bright)
32 Colonne
Audio: 1 voce

ZX Spectrum

La Sinclair dopo i modelli ZX80 e ZX81venduti anche in kit di montaggio, lanciò lo ZX Spectrum mantenendo gran parte del sistema adottato sui precedenti modelli. 
Questo computer veniva venduto già assemblato e non più in kit, con una tastiera migliorata rispetto ai predecessori, ma pur sempre una tastiera a membrana ed aveva un buzer per generare suoni utilizzando sempre il processore Z80.
Qui sotto la classica schermata con il prompt “k” per l’inserimento dei comandi.

Una prerogativa della tastiera Sinclair era quella di avere i comandi basic già mappati sui tasti, ovviamente i primi modelli avevano una tastiera orribile per programmare e per limitare le numerose pressioni pensarono di inserire già i comandi premento solo un tasto.
Lo Spectrum ha una tastiera più funzionale con tasti in gomma ma utilizza lo stesso sistema dei precedenti modelli, quello che la rende difficile da utilizzare è proprio dover andare a cercare il comando che ti serve e spesso dover utilizzare anche più di un tasto funzione!!.  OK, se ci prendete la mano poi non è una grossa tragedia..

La linea seguita dalla Sinclair è stata quella di tenere basso il costo dei prodotti e su questo modello ha funzionato alla perfezione..
Abbiamo un computer dalla linea minimale e piacevole ma soprattutto molto piccolo, un hardware non molto potente ma sfruttato tutto, proprio come il pensiero di Clive Sinclair. I colori erano 8, un po’ pochi pensate, ma grazie alla possibilità di poter gestire 1 livello di luminosità (tranne che sul nero) si arrivava a 15 tonalità di colore.
Lo Spectrum non aveva la possibilità di gestire gli sprite e quindi i giochi risultano più complicati da programmare e soprattutto si verificano artefatti di colore quando il personaggio passa su una zona dello sfondo con un altro colore. Il sonoro è limitato alla generazione di un’onda quadra ed eseguita da un buzer, ma avete fatto caso che  non ci sono porte joystick!!.

Il pensiero di Clive era quello di mettere nel mercato una macchina utilizzata per la didattica, lo studio ed il lavoro.. insomma non per giocare!, almeno non principalmente, ma la fortuna di questo computer è stato proprio il fatto di poterci giocare, il poter avere un computer che costasse poco anche per giocare ha contribuito molto alla sua vendita.

Il costo era basso, più basso del Commodore 64 e molti scelsero questo sistema anche per questo, cosa che preoccupò molto la Commodore vedendo il mercato che si era accaparrato e corse ai ripari cercando di creare una linea che doveva essere a basso costo per spazzar via la Sinclair, la serie 264, che per diverse cause non andò come previsto e si rivelò un grande flop.

Se notate l’unica uscita video di cui è dota è in rf, nessun conntettore audio/video composito, seguono i connettori per il registratore, la porta espansione e alimentazione. Non preoccupatevi, se al giorno d’oggi voltete utilizzare lo Spectrum con il segnale analogico basta fare una piccola modifica ed il gioco è fatto. 

Alla fine non fu la Commodore a far chiudere i battenti alla Sinclair, sfortunatamente le troppe risorse investite in vari progetti misero in crisi l’azienda che in seguito fu acquisita dalla Amstrad che continuò a produrre alcuni modelli utilizzando lo stesso nome.

A mio parere questo è il computer più riuscito della Sinclair, piccolo, carino, economico e funzionale, in seguito presentarono la versione plus con tasti in plastica e non in gomma, pur sempre a membrana. Non parliamo poi del QL che fu progettato per un uso professionale e non ludico, infatti può visualizzare solamente 8 colori, comunque non andò bene anche per via dei diversi problemi di costruzione/funzionamento, le prime versioni furono vendute con un dongle esterno per farlo funzionare ed in seguito furono sostituite da altre revisioni, i microdrive erano un vero inferno proprio per aver raggiunto il loro limite di funzionamento.