Attrezzatura da laboratorio

Quello che serve per diventare un fixer!

Attenzione, l’attrezzatura non fa diventare esperti!, articolo fortemente sconsigliato a chi ha paura di scottarsi

Se anche a voi piace migliorare o aggiustare (o almeno provarci) qualche elettrodomestico, computer oppure costruirvi dei circuiti, qui troverete degli spunti per partire e per capire già cosa potrebbe servire.

 Multimetro

Non possiamo iniziare senza parlare di questo strumento indispensabile nella ricerca dei guasti!!
Potete veramente trovarne di cotte e di crude, dai semplici multimetri a basso costo a quelli più precisi e professionali o con tante funzioni aggiuntive per misurare temperature, condensatori, provare transistor ed anche visualizzare forme d’onda.
Io vi consiglio per iniziare anche uno semplice che abbia possibilità di misurare tensioni-correnti CC/CA, resistenze e prova diodi (magari con beep).
Se volete spendere qualcosa in più sicuramente farà comodo la funzione per la misura della capacità, magari anche delle induttanze e transistor.
Tra i vari tester troverete anche quelli con pinza amperometrica che sono utili se si ha necessità di effettuare misurazioni su cavi senza doverli interrompere, vengono usate su correnti alternate e occorre misurare solo un polo altrimenti l’effetto elettromagnetico si annulla.
Se volete controllare i condensatori (non solo come capacità ma se sono ancora buoni) vi occorrerà un misuratore di ESR, non è altro che uno strumento capace di inviare una frequenza di 100khz ai capi del condensatore per misurarne la sua resistenza interna.
Per ora lasciamo perdere l’oscilloscopio che è sicuramente utile ma per iniziare visto il costo cerchiamo di farne a meno, ma se volete buttarvi su riparazioni di computer senza spendere troppo, ce ne sono di palmari che riescono a misurare bene fino a qualche decina di Mhz.

Saldatore e affini

Il saldatore è uno strumento indispensabile se vogliamo saldare o rimuovere un filo, un componente ecc. Ne possiamo trovare diversi e ognuno per un uso più o meno specifico, vediamo quale ci tornerà più utile:

Saldatore a GAS, ottimo per portarlo in giro e molto utile in caso non abbiamo a disposizione corrente elettrica. Scomodo da dover ricaricare e occorre fare attenzione all’aria calda in uscita dalla punta perché può rovinare la superficie dove appoggiato.

Il classico saldatore a filo, è un tutto fare, costa poco ma non ha una grande regolazione per la temperatura e spesso il filo di alimentazione è corto e rigido, un po’ fastidioso per un uso prolungato.

La stazione saldante è un ottimo strumento per iniziare, è possibile regolare la temperatura ed è molto maneggevole da impugnare. Il costo comincia a salire ma grazie alle punte intercambiabili è uno strumento completo.

La stazione saldante ed a aria calda è un ulteriore passo avanti se si vuole saldare e dissaldare componenti smd. E’ uno strumento più avanzato che magari non serve a chi sta iniziando e visto il costo si tende a lasciare per un ulteriore passo.

La scelta del saldatore dipende molto da su cosa lavoriamo e spesso ne serve più di uno per le diverse situazioni.
Se stiamo iniziando e non vogliamo spendere molto ci si può focalizzare su un saldatore con filo, anche se consiglio di partire almeno con una stazione di saldatura, magari non prendiamo la marca eccelsa ma con una decente si hanno ottimi risultati.
Le stazioni ad aria calda sono utilissime se cominciamo a trattare componenti SMD, ma se non pensiamo di addentrarci in questo campo la possiamo lasciare da parte. Esistono anche altri tipi di saldatori come quelli a infrarossi, con basi riscaldanti ecc, questi però sono per un uso più specifici e anche più costosi. Le punte intercambiabili sono molto utili per passare da grandi saldature (come cavi o zone con grandi pad) a componenti molto piccoli, potrebbe non bastare la stazione di saldatura per pad molto grandi che dissipano molto calore (specie se vogliamo rimuovere un modulatore RF), in caso conviene tenere in casa anche un saldatore a filo con punta a scalpello, questi non hanno temperatura regolabile ma scaldano molto e sono perfetti per stagnare grandi cavi o piazzole grandi non isolate termicamente.

Oltre al saldatore ci sono anche questi attrezzi da tenere in considerazione:

Una treccia di rame è molto utile per rimuovere lo stagno in eccesso ed è usabile anche per dissaldare i componenti. Diciamo che su basette mono faccia è semplice, per gli altri è più complicato e spesso occorre una pompetta 

La mitica pompetta succhia stagno è ottima per dissaldare componenti a foro passante ed è anche utilizzabile su circuiti doppia faccia anche se con un po’ di fatica.

Per pulire la punta del saldatore si utilizza una spugnetta bagnata oppure questi riccioli sono perfetti per togliere senza fatica lo stagno residuo. E’ sempre pronto all’uso!

La terza mano con lente è un valido aiuto per tenere fermi i PCB o parti da saldare. Non trovo molto utile la lente ma per iniziare può dare una mano. Ce ne sono di altri tipi anche senza lente o con più braccia.

Il dissaldatore a pistola è molto simile alla pompetta (anche riscaldata) ma è molto più pratico con la regolazione della temperatura e la pompa di aspirazione. Si riescono a dissaldare PCB doppia faccia con poca fatica. Di contro consuma molti filtri per l’aspirazione dell’aria sulla pistola.

Pinzette di varia forma indispensabili per la saldatura e rimozione di componenti SMD.

Una lente ingranditrice con luce è quello che ci vuole per illuminare bene il tavolo e la lente rimane utile per lavorare con più precisione. Scomoda per componenti molto piccoli, da tenere davanti alla faccia e saldarli senza sbatterci

Per componenti più piccoli può essere più comodo un occhiale con lente sostituibile in modo da avere diversi ingrandimenti. Questo è dotato anche di una luce per illuminare meglio il punto di lavoro.

Se si vuole lavorare in sicurezza è consigliabile utilizzare un aspiratore di fimi. Anche qui la scelta è vasta, ci sono da tavolo o con braccio snodato, ancora meglio se possiamo far uscire i fumi con un condotto esterno.

Scegliete quello che fa più al caso vostro in base al costo e al risultato. Da tenere sempre vicino al tavolo da lavoro vi consiglio un po’ di alcool isopropilico e un panno o i bastoncini per pulirsi le orecchie, utilissimi per pulire i residui di saldatura, rimuovere il flussante o per altre pulizie.

STAGNO

Passiamo allo stagno, un’altra cosa immancabile nel nostro laboratorio e chiamiamolo filo per saldatura (visto che non è tutto stagno quello che luccica),
Per il lavoro che dobbiamo fare è sicuramente consigliato l’uso di un filo con dentro il flussante per aiutare la saldatura e far aderire meglio il materiale.
Possiamo trovare il filo in diverse forme, ma la più utilizzata è il rocchetto e la scelta del peso è in base a quanto ne utilizziamo per quel tipo. Come misura si parte da uno standard di 1mm e si sale per saldature più grandi o possiamo scendere a 0.8 per componenti più piccoli, ci sono misure anche più piccole ma sotto lo 0.6 è veramente piccolo e utile solo per microsaldature. Come inizio un diametro di 1mm può essere utile un po’ per tutto.
Ci sono diverse caratteristiche oltre il diametro e il flussante all’interno del filo come le percentuali di materiale di cui e composto, es. rame, se ha piombo o no. Il più comune è un 60/40 facile da utilizzare perché scioglie prima e rimane più liquido rispetto ad un 63/37, il fatto che abbia il piombo sicuramente aiuta a chi è alle prime armi perché con il piombo la saldatura rimane più lucida ed è più difficile bruciarla, ma di sicuro non è molto ecologico e salutare, se prendete mano a saldare ed utilizzate uno stagno buono riuscirete anche con il senza piombo.

La temperatura di fusione è sui 190°C (dipende dal materiale) ma per saldare non dobbiamo solo far iniziare a sciogliere lo stagno ma anche scaldare la parte da saldate per far aderire il materiale.
Possiamo iniziare con una temperatura tra i 220-240°C e cominciare a fare delle prove magari con una basetta millefori o qualcosa da buttare, si inizia scaldando la parte da saldare per poi andare ad aggiungere lo stagno, non va tenuto troppo a lungo (specie su pad piccoli) e la punta deve essere pulita per avere un buon risultato.

Flussante si, flussante no…

Per saldare i classici componenti a foro passante se ne può fare a meno, ma potrebbe risultare utile per rimuovere o risaldare delle vecchie saldature.
E’ stra-consigliato se cominciamo a saldare componenti SMD, si perché riuscirete a far aderire lo stagno facilmente sui pin e aiuta a non far attaccare lo stagno da una piazzola all’altra. Per questo ci vuole un po’ di pratica nel dosare lo stagno ma si fanno delle saldature ottime anche su pin molto piccoli.
Potete trovare il flussante sotto forma di liquido o gel più o meno duro, io per saldature molto piccole mi trovo bene con quello gel per via che non evapora subito e lascia il tempo di passare su tutti i pin di un integrato, ma uso anche quello liquido per punti non troppo lunghi. Ricordatevi di pulire il circuito una volta finito di saldare. Anche con flussante no-clean io preferisco passargli su un po’ di isopropilico e una bella spazzolata con un vecchio spazzolino da denti. Vedrete che il circuito sarà come uscito di fabbrica e non si rischierà di fare delle conduzioni involontarie.

 

Alimentatore

Non fatevi ingannare se questo paragrafo non l’ho messo prima, l’alimentatore è uno degli strumenti indispensabili e dovrebbe essere di buona qualità.
Come scegliere un’alimentatore senza perdersi tra le molteplici inserzioni più o meno buone.. Beh, per prima cosa occorre sapere cosa dobbiamo alimentare e quanto vogliamo spendere. Io consigli di usare i soldini risparmiati magari su altri attrezzi ma di investire un pò più su questo componente.
Le caratteristiche principali che ha un alimentatore sono le uscite e il range di tensione e corrente capace di generare, in aggiunta possiamo avere protezioni da corto circuito e limitazione della corrente. Fatevi un’idea di cosa dovete alimentare (in generale), un alimentatore 3-30V di solito copre la maggior parte delle casistiche. Oltre alla tensione in uscita va scelta anche la corrente massima che possiamo ottenere, anche qui con 5A possiamo andare sul sicuro, raramente ci serviranno correnti superiori e i costi salirebbero!!.
Funzioni aggiuntive che non dovrebbero mancare sono un limitatore di corrente che ci eviterà di friggere il circuito se sbagliassimo qualcosa o se questo fosse in corto circuito, il limitatore non fa altro che diminuire la tensione al superamento della corrente di soglia in modo da mantenere la corrente sul nostro valore impostato. Un altro parametro per scegliere l’alimentatore è il numero di uscite, spesso una basta e avanza ma potrebbe presentarsi l’occasione di alimentare il circuito con 2 tensioni diverse, si ok, possiamo risolvere con un piccolo alimentatore regolabile di quelli super economici che per poche occasioni può andare bene.
Si possono costriure alimentatori anche con un vecchio power-supply ATX di un computer fisso, le tensioni sono fisse e non superiori a 12V senza nessuna protezione da corto circuito.
A vederli da fuori gli alimentatori si assomigliano e verrebbe da chiedersi percè spendere una cifra se questo costa la metà e magari è più potente o ha più funzioni.. Il bello viene all’interno dell’alimentatore e quello non lo si può vedere! La qualità di un alimentatore sta anche nel generare una tensione più pulita e stabile possibile anche se si richede la sua massima corrente erogabile.
Alimentatori economici possono generare spike all’accensione o spegnimento che potrebbero danneggiare quello che c’è collegato, quindi se usate un alimentatore scarso, non collegate il carico per poi accendere l’alimentatore ma fate il contrario.
Quelli più professionali hanno una serie di regolazioni aggiuntive e la possibilità di selezionare la tensione e alimentare l’uscita solo quando si preme il tasto per attivare l’uscita/e.
Riassumendo, cercate un alimentatore con la qualità migliore che potete permettervi che almeno possa gestire tensione e corrente così da visualizzare se ci fossse un assorbimento anomalo.

Varie

Ulteriori cose che non dovrebbe mancare nel nostro tavolo da lavoro!

  • Beh sicuramente un piccolo pennello per pulire eventuali circuiti sporchi.
  • Una lima o set di lime (anche una spazzoletta metallica può andre bene) per poter pulire parti ossidate o arrugginite.
  • Se lavorate su vecchi computer 8bit è indispensabile un estrattore per tasti.
  • Lo do per scontato, un set di cacciaviti, forbici, taglierino, nastro isolante e carta, pennarello indelebile, brugole e magari torx.
  • Pasta termoconduttiva, pinze con becco piccolo e tronchesine
  • Se si lavora in alta frequenza o si devono regolare dei condensatori su circuiti HF un cacciavite ceramico.
  • Spray pulisci contatti, alchool isopropilico e olio lubrificantre.
  • Cavi, magari di diversa sezione per realizzare colelgamenti, guaina termorestringente per isolare giunture ecc.
  • Un pò di componentistica generica (può sempre tornare utile qualche led, transistor, condensatori, resistenze, diodi, connettori…)
  • Se vi piace sperimentare, prendetevi anche una o più breadboard, basette millefori e dupont/jumper.
  • Flussante, pinzette e nastro kapton d’obbligo se andate su smd e aria calda.
 

Welcome FIXER

Iniziate poco alla volta con le cose necessarie per poi aggiungenre altre e alla fine riuscirete a riempire il tavolo con tutto quello che vi serve, soprattutto non scoraggiatevi specie se siete all’inizio, studiate, documentatevi, riprovate…
Gli errori capitano anche ha chi ha molta esperienza, spesso colpa della fretta o di dare per scontato qualcosa.